mercoledì 13 dicembre 2017
Pasqua in Georgia

Pasqua in Georgia

Come si vive il giorno della Resurrezione nel Caucaso

La Georgia si trova nella zona caucasica tra l’Europa e l’Asia. Ha vissuto sotto la dominazione sovietica fino al 1991, anno in cui è divenuta repubblica, a seguito del dissolvimento dell’URSS. Il raggiungimento dell’indipendenza ha provocato numerose difficoltà, sia socio-economiche che politiche, culminate con il conflitto del 2008 con la Russia, che ha coinvolto le regioni dell’Ossezia e dell’Abcazia. Attualmente è una repubblica semipresidenziale, con un forte desiderio della sua classe dirigente di avvicinarsi sempre più all’Unione Europea. La popolazione georgiana pratica per l’82% la religione cristianoortodossa. Quest’ultima rappresenta un cardine fondamentale del tessuto sociale georgiano; di conseguenza coloro che decidono di abbracciare il cattolicesimo sono una minoranza, che decide di battezzarsi in età adulta, affrontando non poche difficoltà sia in famiglia, che nell’ambito del lavoro e delle relazioni sociali. La maggior parte dei cattolici si trova a Tbilisi (la capitale della Georgia), in cui sono presenti due chiese, nell’ambito delle quali il cattolicesimo è reso vivo dalle attività svolte dalla comunità dei giovani cattolici georgiani. La redazione, con riferimento alla premessa, ritiene significative le testimonianze presentate dai giovani cattolici che compongono la nostra redazione georgiana; nel Paese, durante la celebrazione della Santa Pasqua i fedeli sono soliti salutarsi così: – Cristo è risorto! – Davvero è risorto! Queste parole rappresentano un grido di gioia che deve essere necessariamente condiviso con gli altri. La risposta indica che Cristo non è risorto solo per chi lo grida al mondo, ma è risorto per tutti, per quell’unione e per quella condivisione, alla quale ci ha chiamati Gesù. Noi tradizionalmente celebriamo la Pasqua con la Santa Messa e le celebrazioni notturne. Nel buio della chiesa viene portato il fuoco gioioso della Pasqua, e questo ci aiuta a vivere la Sua presenza tra di noi. Poi continuiamo con attività e preghiere che culminano nella celebrazione eucaristica che si svolge all’alba della domenica di Pasqua. Però il periodo pasquale è anche quello che ognuno di noi celebra individualmente; per questo qui di seguito ci sono pensieri e riflessioni di alcuni studenti cattolici georgiani riguardo la celebrazione dell’evento della resurrezione di Gesù Cristo.

Cosa significa per me la Pasqua? Cosa vuol dire? Pasqua significa ‘conferma’. La conferma data da un giovane di Nazareth, che era mosso da divina carità, un giovane che è il nostro Signore. È il figlio del Padre e a Suo Padre lui è stato fedele fino alla fine dei Suoi giorni, e nel Suo amore è risorto. Cosa significa questo pensiero teologico? La carità di quel giovane è la vita nuova, e questo per me vuol dire che quella carità divina è anche per me, così come la resurrezione. Giorgi Germanozashvili

Per me la Pasqua è la festa più importante di tutte. Nella Resurrezione si celebra il passaggio dalla morte alla vita, perché solo Gesù è il mio unico Salvatore. Nella notte in cui si celebra la Santa Pasqua aspetto sempre la Resurrezione di Cristo con agitazione e trepidazione, e mi colpisce anche molto che in quest’occasione si battezzino i bambini. Ciò vuol dire che tutti nostri peccati vengono lavati via con l’acqua santa, cosi anche i miei peccati, l’odio, il pregiudizio e tutto il resto, perché credo che Dio mi possa perdonare tutto. Questa festa è importante perché nasce la speranza che la vita non finisca qui, la Resurrezione porta alla vita eterna. Gesù è risorto e anch’io posso risorgere insieme a Lui, perché ho scelto Lui ed è Lui che sto seguendo. Nel periodo della Quaresima Dio ci mette sempre di fronte a tante prove, affinché, con l’aiuto della preghiera e con il digiuno, possiamo riflettere sull’atto del perdono. Per me questo tempo è e resta una grande possibilità per verificare quanto io sia debole, e quanto sia difficile riconoscere i propri peccati e pentirsi. È proprio quando arriva il periodo di Pasqua che rinasce questa speranza: che nonostante le nostre debolezze, Dio ci ama”. Sopo Rjoyani

Mi piace davvero tanto l’espressione “Resurrezione per amore”. Nella mia vita, nella mia professione non potrebbe esserci significato se non fosse per Gesù, che oggi è vivo, e ciò sarebbe impossibile senza la Resurrezione. Il fatto che noi celebriamo la Resurrezione con la Pasqua, significa che, pur essendo trascorsi 2000 anni fra l’epoca di Cristo e i giorni nostri, nulla è stato cancellato perché anche oggi Gesù è presente nella nostra vita, cosi come era presente e partecipava nella vita degli Apostoli. Ogni tempo pasquale è una continua conferma del Suo amore”. Sopo Gozalishvili

La Pasqua indica un periodo di passaggio dalla morte alla vita. Come per gli ebrei che ricordano e celebrano la liberazione del loro popolo dalla schiavitù del Faraone. Adesso riesco a vivere davvero la resurrezione di Cristo e anche per me significa un passaggio dalla morte alla vita, rappresenta la vittoria sul peccato, sulla morte, perché Gesù risorto anche per noi. Tempo fa nella mia famiglia non si festeggiava il significato più profondo della Pasqua. Seguivamo solo la tradizione: dipingevamo le uova di colore rosso, che simboleggia il sangue di Gesù e per simboleggiare il corpo di Gesù si comprava un dolce, poi andavamo al cimitero per ricordare e portare un omaggio ai parenti defunti. Invece adesso partecipo attivamente alla Santa Messa e sento forte lo spirito dell’unione e della condivisione, con cui noi cantiamo di gioia la salvezza e la resurrezione di Gesù Cristo, vivendo emozioni fortissime di fede”. Mishka Khucishvili

Per me la Pasqua è tempo di pace, tempo di perdono, tempo di condivisione. È il tempo dell’amore di Cristo”.

Mari Nebieridze

Movimento Studenti Cattolici Georgia, Tbilisi.

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