martedì 17 ottobre 2017
App… proposito di nuovi lavori

App… proposito di nuovi lavori

Applicazioni: un mercato in forte crescita che parla italiano

L’impressionante accelerazione del progresso tecnologico che si è verificata negli ultimi vent’anni ha radicalmente modificato la concezione che le persone hanno del proprio telefono cellulare. Un oggetto abbastanza piccolo da poter essere messo in tasca senza ingombrare troppo, usato esclusivamente per telefonare e mandare qualche sms, è diventato rapidamente un dispositivo dotato di innumerevoli funzionalità e servizi, dei quali sembra che oggi non potremmo assolutamente fare a meno: questo è lo smartphone. La nascita di questo sensazionale oggetto la dobbiamo a Steve Jobs, che nel giugno 2007 presentò negli Stati Uniti il primo “iPhone”, un apparecchio del tutto rivoluzionario rispetto ai terminali di allora, che erano dotati di uno schermo ridotto per far spazio alla tastiera fisica; era completamente diverso, in quanto presentava uno schermo più ampio e, sorprendentemente, un solo ed unico tasto fisico. La novità più importante, al di là del touchscreen, era la possibilità di accedere ad internet direttamente dal telefonino e poter leggere la propria posta elettronica, cosa che sconvolse completamente la concezione che, ancora oggi, abbiamo del nostro cellulare. In soli sei anni infatti, sono stati prodotti svariati modelli di smartphone sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico, per far fronte alla concorrenza spietata che è scatenata tra le più grandi aziende del settore: Apple e Samsung. Tra i molteplici produttori di smartphone, e in seguito di tablet, le due aziende hanno fin da subito conquistato il mercato con i loro prodotti. Questi oltre che possedere processori, display e sensori al passo coi tempi, più di ogni altra cosa, permettono l’accesso al mondo delle App, ovvero innumerevoli possibilità di applicazione e di uso del cellulare. App Store e Play Store, infatti, sono oggi noti come i portali dell’intrattenimento, dell’informazione, dei social network e delle grandi novità che ogni giorno popolano questo nuovo mercato. La semplicità di utilizzo, l’aspetto sempre più social, e le sempre crescenti funzionalità offerte dalle app hanno permesso a questo mercato di raggiungere oggi un valore pari a 25 miliardi di dollari. Secondo un rapporto della società Canalys, solo nel primo trimestre del 2013 sono state scaricate dalla rete 13,4 miliardi di app in tutto il mondo e le statistiche rivelano che gli utenti trascorrono in media 2 ore al giorno nell’utilizzo di app installate sul proprio smartphone. Il mercato delle app non sembra conoscere crisi stando a un numero tanto elevato di download, per la gioia degli sviluppatori che hanno trovato una inesauribile fonte di guadagno; si parla di cifre elevatissime, che cresconosoprattutto in base ai bacini d’utenza su cui poggiano queste applicazioni. Un esempio lampante è stata l’acquisizione di Instagram, una app di condivisione foto presente sia su iOS che su Android, da parte di Facebook, avvenuta per la modesta cifra di un miliardo di dollari. Spesso però il più potente punto di forza (e di guadagno) delle app molto popolari non è basato sul numero di download (e quindi di vendite della stessa app), ma è proprio il fatto che queste app sono totalmente gratuite; in questo modo possono infatti essere scaricate e installate da tutti, senza distinzioni, così da consentire alla pubblicità di raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Certamente la ragione di tali guadagni è dovuta anche alle cifre irrisorie con cui vengono lanciate le app a pagamento negli Store, (si parla di pochi euro, e anzi, nella maggior parte dei casi il prezzo è di 0.89€, canonici nell’App Store) che non sembrano poi così elevate (il prezzo di un caffè potremmo dire) anche se non mancano quelle davvero costose (anche centinaia di euro). In questo mercato dell’oro digitale sono i programmatori a farla da padroni, e purtroppo soltanto i più originali e creativi riescono veramente a sfondare; sembra infatti che il successo sia riservato ai “pochi” che hanno alle spalle realtà aziendali ben avviate, mentre per i nuovi arrivati è ancora difficile affermarsi e divenire noti. Questo fatto è favorito anche da una tendenza da parte degli utenti a utilizzare sempre le stesse app, o comunque di limitarsi all’utilizzo di app provenienti dallo stesso sviluppatore, il quale ha avuto la fortuna (che poi è genialità) di aver creato una applicazione tanto soddisfacente per il gusto degli utenti. In molti casi la familiarità e l’aspetto pulito infatti si sono dimostrati essere la carta vincente rispetto a un’interfaccia macchinosa e complessa, motivo per cui moltissime app rispecchiano la veste grafica dei sistemi operativi da cui sono accolte. Le menti geniali che lavorano dietro a queste piccole grandi creazioni sono spesso ingegneri informatici, e non è raro che lavorino per una grande società informatica. Grazie alle applicazioni per dispositivi mobili sono stati scoperti nuovi profili professionali e creati migliaia di posti di lavoro. E in Italia? In questo panorama virtuale i programmatori italiani si collocano in un’ottima posizione. Le città di provenienza dei produttori italiani di app più affermati sono Milano, Brescia, Modena, Roma e Cagliari. La piattaforma di sviluppo prediletta dai nostri sviluppatori è iOS, il sistema operativo di Apple, essendo questo il più diffuso e soprattutto il più remunerativo. Ma quanto costa sviluppare una app su App Store? Si parte dai 1000€ per le più semplici app integrate al web, ma il costo medio è di 10.000€ per arrivare anche a 150.000€ tra le più avanzate e complesse. Tra le app a pagamento più acquistate, al primo posto ormai da qualche anno è WhatsApp Messenger, una ottima alternativa agli sms, che consente di chattare, singolarmente o in gruppo, con i numeri presenti nella propria rubrica, inviando foto, video, memo vocali, e addirittura la propria posizione tramite GPS. Ad aggiudicarsi invece la prima posizione tra le app gratuite è l’indiscussa Facebook, che da poco ha ufficialmente annunciato di avere superato il numero di utenti mobile rispetto a quelli da PC. Sicuramente queste app ci offrono nell’immediato tante comodità, come poter leggere la posta elettronica o il nostro quotidiano preferito, oppure sapere qual è la farmacia aperta più vicina e persino quando arriverà l’autobus che stiamo aspettando. Tuttavia l’augurio più grande per il nostro futuro a lungo termine è quello di premere l’acceleratore sullo sviluppo di app legate all’istruzione, all’educazione e alla cultura. Avranno anche queste un mercato così vasto?

Redazione online

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