mercoledì 13 dicembre 2017
Intervista a Enrico Letta

Intervista a Enrico Letta

Giovani, educazione e politica

 

Enrico Letta nasce a Pisa il 20 Agosto del 1966; dopo essersi laureato in diritto internazionale, lavora al Ministero degli Esteri e successivamente al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito Popolare Italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa ministro per le Politiche Comunitarie a soli trentadue anni. È il più giovane ministro della storia repubblicana e batte Andreotti, ministro a trentacinque anni. Nel 2000 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel secondo governo D’Alema. Nel giugno 2004 viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est (circa 173.000 voti). Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e tra il 17 maggio 2006 e l’8 maggio 2008 è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi. Dal 2009 al 2013 è vicesegretario nazionale del partito democratico (PD). Il 28 aprile 2013 il Presidente della Repubblica gli affida l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Allo stato attuale come vede possibile una maggiore realizzazione della li­bertà di scelta educativa per i giovani?

Questo dipende dalle istituzioni, dal­la capacità di mettere le istituzioni in condizione di fare tutto, il più a pari possibile, cioè che le opportunità ci sia­no, siano effettivamente raggiungibili e soprattutto il diritto allo studio funzio­ni, quindi ci siano strumenti di diritto allo studio che siano nelle mani dei più giovani, i quali non hanno mezzi. Que­sta secondo me è la cosa principale ed il diritto allo studio va proprio ricostrui­to in Italia perché non c’è più.

Ritiene siano pronte le nuove genera­zioni ad affrontare l’impegno sociale e politico, ritornando a essere signi­ficativi?

Io penso che siano pronte! Non è pronta la politica, purtroppo, che è nel più bas­so in questo momento e invece va aiuta­ta a rialzarsi, il cambio alla legge eletto­rale, secondo me, è la cosa principale, a partire da qui si può ricominciare.

E.L. con A. B. e R.D.

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