mercoledì 13 dicembre 2017
Ucraina: diario della crisi

Ucraina: diario della crisi

le ultime notizie da Kiev ed il contesto internazionale

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Dopo la giornata di martedì 18 febbraio, dove gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine si sono drammaticamente consumati in un bagno di sangue, la situazione nella capitale Ucraina si fa sempre più complicata.

Le tensioni tramutate in violenze non accennano a diminuire ed il bilancio delle vittime, salite nella notte tra il 18 ed il 19 Febbraio a 25 decessi, non sembra arrestarsi. Secondo fonti non ufficiali i manifestanti avrebbero catturato decine di militari, schierati dal governo di Ianukovich contro i manifestanti in uno scontro che possiamo definire pura guerriglia.

Il palazzo dei sindacati, luogo simbolo della rivolta è occupato da giorni dai manifestanti che negli scontri hanno dato fuoco a gran parte dello stabile. Spari contro bombe molotov, è questa la scena a cui si assiste da circa 72 ore a Kiev, un’ondata di tensione che innalza anche il livello di preoccupazione degli stati europei.

LE REAZIONI INTERNAZIONALI

Immediata la reazione dei paesi UE, convocato d’urgenza un vertice dei ministri degli esteri della zona euro, prese di posizione nette da parte del presidente Francese Hollande e del ministro degli esteri Italiano Bonino. L’UE tramite le parole di Barroso si dice molto preoccupata per le scene a cui si sta assistendo in questi giorni ed invoca una immediata tregua, sulla stessa linea il presidente dell’europarlamento Schulz che invoca sanzioni immediate per l’ucraina se il governo non fermerà immediatamente gli scontri.

Anche gli USA sono intervenuti sulla crisi dell’Ucraina, il vice presidente Biden ha dichiarato che occorre uno stop immediato alle violenze e ha invitato il presidente Ucraino Ianukovoch a trovare una immediata soluzione con le forze di opposizione arrestando qualsiasi forma di repressione nei confronti dei manifestanti.

LA RUSSIA

Diversa da tutte le altre voci, ed in tono di difesa dello status del presidente Ianukovich è la Russia, che in questi giorni è intervenuta in maniera costante indicando un percorso totalmente diverso per arrivare alla risoluzione della crisi. Le parole del ministro degli esteri russo Medvedev sono eclatanti e non lasciano spazio ad interpretazioni: Non collaboreremo con un governo “zerbino” ma con autorita’ “legittime”, “efficaci” e in grado di difendere “gli interessi dello stato”,  e prosegue dicendo : Bisogna che i nostri partner abbiano autorita’, che il potere in Ucraina sia legittimo ed efficace e che non venga calpestato come uno zerbino”.

Già nei giorni scorsi la Russia sempre tramite il ministero degli esteri aveva espresso perplessità circa la natura delle manifestazioni, tacciando il popolo in protesta come rivoltoso e tendente a sovvertire l’ordine del Paese.

LE OLIMPIADI DI SOCHI

Mentre a Kiev le colonne di fumo delle esplosioni colorano il cielo di nero, a Sochi l’olimpiade invernale prosegue nelle sue competizioni, ma oggi la metà degli altleti della delegazione Ucraina lascerà i giochi per fare ritorno nel proprio paese a seguito della crisi che si sta verificando, lo ha detto il portavoce della delegazione sportiva dell’Ucraina.

VITTIME

E’ difficile se non impossibile dare un bilancio esatto degli scontri, le agenzie di stampa continuano a diffondere dati diversi, la situazione attuale oscilla tra le 25 e le 39 vittime, si parla anche di una cinquantina di poliziotti e militari catturati dai manifestanti, e di centinaia di feriti. L’ambasciatore Italiano in Ucraina intervenendo ad una trasmissione radiofonica ha parlato della possibilità che il numero delle vittime sia cresciuto a 50 persone solo nella mattinata di oggi 20 febbraio.

MATTINATA DI SCONTRI: TREGUA VIOLATA

Mentre scriviamo, si apprende che la tregua proclamata per questa mattinata è stata violata da un nuovo intervento delle forze militari, sono ripresi dunque gli scontri in piazza indipendenza, e si apprende in una nota che è stato fatto evacuare il palazzo presidenziale, come da disposizione del governo. Chiusi anche tutti i tribunali del distretto di Kiev, dove oggi erano attese nuove manifestazioni.

ORE 12.45 NUOVO INTERVENTO DELLA RUSSIA

In una nuova nota, il ministero degli esteri Russo si dichiara contrario a possibili sanzioni dell’Ue contro il governo Ucraino, ed auspica una soluzione interna che riporti l’ordine e la pace tra le parti in lotta. Queste le parole del portavoce agli esteri Lukaschevich: l’uso delle armi da parte dei dimostranti e’ “un palese tentativo di colpo di Stato e di presa violenta del potere”. “Condanniamo in modo deciso le azioni dei radicali e degli estremisti, principalmente responsabili delle violenze, una seria responsabilita’ e’ anche dell’opposizione, che non e’ in grado di realizzare gli accordi raggiunti con le autorita’”

ORE 12.56 IL “COPRIFUOCO”

La polizia del distretto di Kiev dirama un comunicato nel quale si invita la popolazione residente nella capitale Ucraina a non lasciare le proprie abitazioni, e a rimanere in casa per l’intera giornata. Nel frattempo si apprende che il sindaco di Kiev si è dimesso dal proprio partito per manifestare il dissenso alle violenze che in queste ore si stanno verificando nella città.

ORE 13.20 LA SMENTITA DEL GOVERNO

Mentre il bilancio delle vittime continua a salire, si apprende da una nota ufficiale che il governo Ucraino conferma solo 7 vittime negli scontri di oggi. Intanto la situazione continua a precipitare e secondo fonti non ufficiali l’esercito si starebbe preparando ad una nuova controffensiva verso i manifestanti che in queste ore stanno manifestando contro la sede del partito di Ianukovich, con lancio di bombe molotov.

ORE 15.00 DALLA PARTE DEI MANIFESTANTI

Si apprende da fonti non ufficiali che la Polizia  della  regione Transcarpazia è passata dalla parte dei manifestanti, aumentando così il fronte delle manifestazioni. Intanto un giornalista del Guardian lancia l’allarme: “ho visto cecchini che sparano sulla folla dei manifestanti”.

ORE 15.14 APRITE IL FUOCO

Il ministero dell’interno con una nota del ministro Zacharenko ha autorizzato le forze dell’ordine ad aprire il fuoco contro i manifestanti, aggiungendo  “solo per autodifesa”

ORE 15.30 BILANCIO DELLE VITTIME IN AUMENTO

Il partito di opposizione Svoboda riferische che nei soli scontri di questa mattina avrebbero perso la vita 60 persone. A questa voce fanno da coro le testimonianze di diversi diplomatici e giornalisti che confermano la tragicità del momento, a Kiev si sta consumando un bagno di sangue.

ORE 15.37 COMUNICATO DELLA POLIZIA

La polizia diffonde un comunicato nel quale ammette l’uso delle armi nei confronti dei manifestanti, specificando  che si è trattato sempre di legittima difesa.

ORE 15.52 CRIMEA POSSIBILE SECESSIONE

La regione della Rada Crimea, tramite le parole del suo presidente Kostantinov annuncia la sua possibile secessione dall’Ucraina se la situazione nel paese dovesse collassare, mantenendo così una vicinanza alla Russia. L’ipotesi potrebbe seguire l’esempio della situazione dell’Ossezia del Sud.

ORE 16.00 PUTIN INVIA MEDIATORE

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato a Kiev Vladimir Lukin, incaricato da Mosca di aiutare il presidente Ianukovich nella mediazione con le opposizioni per riportare la situazione nel paese alla normalità.

ORE 16.05 DEPUTATI MAGGIORANZA CONTRO “APRITE IL FUOCO”

Si apprende da fonti non ufficiali che una decina di deputati facenti parte del partito del presidente Ianukovich hanno sottoscritto un appello  in cui invitano gli agenti della polizia a non aprire il fuoco verso i manifestanti, permesso che era stato precedentemente accordato alle forze dell’ordine da parte di una nota del ministero dell’interno. I deputati invitano entrambe le parti, polizia e manifestanti a fermare gli scontri ed auspicano una soluzione pacifica anche con l’ausilio di osservatori europei.

ORE 17.30 LA NOTA DELLA CASA BIANCA

Il presidente USA Obama diffonde una nota nella quale  chiede che: “il presidente Yanukovich ritiri immediatamente le forze di sicurezza dal centro di Kiev e rispetti il diritto di manifestare pacificamente e chiediamo ai dimostranti di manifestare in modo pacifico”. Si tratta della seconda presa di posizione ufficiale degli USA nelle ultime 48 ore che si aggiunge ai diversi appelli rilanciati dalla zona europea.

ORE 17.45 IL BILANCIO “UFFICIALE”

Il governo Ucraino dirama una nota nella quale si rendono pubbliche le stime ufficiali degli scontri fino ad oggi, sono 65 i decessi accertati e più di 500 i feriti dopo gli scontri di questa mattina, di ben altro avviso invece sono le voci che arrivano dai manifestanti che parlano di un centinaio di morti.

ORE 18.00 LE SANZIONI UE

Dopo il consiglio straordinario dei ministri degli esteri UE arriva la decisione di imporre delle sanzioni per quanto sta accadendo in Ucraina, il ministro degli esteri italiano Emma Bonino annuncia il divieto di circolazione e il congelamento dei beni per coloro che si sono “macchiati di sangue” negli scontri a Kiev. Una sanzione, va ricordato, che per il momento non ha nomi ne istituzioni precise, si tratta quindi di un atto per il momento solo formale. Con questo provvedimento si mira a punire coloro che da entrambe le parti hanno fatto uso di violenza, il Ministro Bonino fa notare che ci sono gruppi estremisti anche tra i manifestanti. Intanto la farnesina fa sapere che è stato convocato l’ambasciatore Ucraino in Italia, l’incontro è previsto per venerdì 21 febbraio alle ore 16.00 presso il Ministero degli affari esteri Italiano, ad incontrare l’ambasciatore sarà il Viceministro Marta Dassù.

ORE 18.50 PARLAMENTO RIUNITO IN EMERGENZA

Si sta riunendo il parlamento a Kiev per una seduta di emergenza, attualmente sarebbero presenti più di 200 deputati, presenti sia parlamentari di opposizione che di maggioranza ( partito di Ianukovich). Si tratta appunto di una seduta convocata in urgenza, dopo le reazioni degli attori politici internazionali e la presa di posizione del vertice dei ministri degli esteri UE.

ORE 19.15 SI PARLA DI ELEZIONI ENTRO UN ANNO

Il presidente polacco Tusk riferisce gli esiti del confronto durato più di 5 ore tra i ministri degli esteri ed il presidente Ianukovich. Secondo Donald Tusk, il presidente Ucraino si è detto favorevole a convocare nuove elezioni democratiche entro un anno. Il presidente Polacco ha infine sottolienato che i tre ministri degli esteri delegati ( Francia, Germania e Polonia) stanno lavorando ad un testo che possa mettere d’accordo anche la forza di opposizione ucraina.

ORE 21.50 VITTIME UFFICIALI

Il ministero della salute Ucraino diffonde una nota nella quale si apprende che dagli scontri di martedì hanno perso la vita 75 persone, la nota prosegue specificando che altre 74 persone ferite versano in gravi condizioni. Un bilancio che conferma il triste scenario ed il presagio che già nella mattinata veniva confermato da più voci, le vittime ammonterebbero a un centinaio secondo l’opposizione.

ORE 22.20 PARLAMENTO: STOP A VIOLENZE

La Rada Suprema, ovvero il parlamento riunitosi nella serata in convocazione d’urgenza boccia l’uso della forza contro i manifestanti e respinge l’ipotesi di una operazione antiterrorismo programmata dai vertici militari. Si tratta di una presa di posizione importante anche se su 450 deputati in aula ne erano presenti solo 238. Si chiede di rimuovere subito tutti i blocchi di polizia e di ripristinare una situazione di normalità.

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