mercoledì 13 dicembre 2017
Ebola: paura in Europa

Ebola: paura in Europa

È codice rosso nei maggiori aeroporti europei. Italia a rischio?

Quando le malattie più terribili e difficili da curare sono lontane da noi e non ci riguardano sembrano non esistere. Purtroppo non è così. Il continente africano combatte ancora oggi contro virus che ogni anno mietono migliaia di vittime tra la popolazione. La malaria, la febbre gialla, l’ebola sono virus che ancora oggi sono da inserirsi tra le cause maggiori di morte in Africa.

Proprio un’epidemia di ebola in corso in Guinea è in questi giorni al centro dell’attenzione mediatica. Il virus, infatti, sembra preoccupare pure l’Europa. In Italia a lanciare l’allarme è Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli): “potrebbero arrivare passeggeri infetti, importante attivare misure nei nostri scali”.

Facciamo, però, un passo indietro per capire l’origine dell’epidemia. È da gennaio che si rincorrono notizie su un’epidemia di ebola in Guinea. Da allora si contano 95 morti e si registrano più di 100 casi di contagio. Il governo di Conakry invita alla calma, ma non basta. Una équipe di Medici senza Frontiere è stata attaccata perché voleva mettere in isolamento un abitante di Macenta, località da dove si presume sia scaturito il virus. È stato proprio Medici senza Frontiere a lanciare l’allarme Ebola in Africa. I Paesi confinanti come Senegal e Guinea Bissau aumentano e irrigidiscono i controlli alle frontiere sempre di più.

Ora il virus Ebola è una minaccia che lambisce l’Europa, Italia compresa. Il Simit (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali) avvisa: “il virus non si è fermato ai villaggi rurali ma ha iniziato a diffondersi in un grande centro urbano dove vivono 2 milioni di persone” poi aggiungono “il virus non è mai arrivato tanto a nord”. Questa situazione ha fatto preoccupare i maggiori aeroporti europei. Gli scali di Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona hanno messo sotto osservazione i voli provenienti dall’Africa. Le compagnie aeree europee interessate chiedono un certificato medico ai dottori del posto prima di consentire ai passeggeri africani di salire a bordo dei velivoli in partenza per l’Europa.

“Sarebbe bene che anche l’Italia iniziasse ad attivare misure di attenzione negli aeroporti e nei centri di prima accoglienza”, fa presente l’Amcli. L’Italia non avendo voli diretti con i Paesi colpiti dall’epidemia ha maggiori difficoltà a isolare i casi di contagio perché i passeggeri infetti possono arrivare dagli aeroporti europei.

Gli esperti spiegano che l’ebola si contrae attraverso il contatto diretto con i soggetti infetti; si pensa che il pipistrello sia il vettore più diffuso. Il virus ha un periodo di incubazione che va da 2 a 21 giorni. Chi contrae l’ebola presenta febbre violenta, mal di testa, dolori muscolari e congiuntivite. Successivamente sopraggiungono sintomi come vomito e diarrea. Il virus intaccando il sangue causa problemi di coagulazione e provoca emorragie molto gravi.

I morti a causa dell’ebola sembrano non finire e la diffusione del virus va controllata costantemente perché in Europa la paura sale.

Stefano Bonetti

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