martedì 16 gennaio 2018
Duetto da tre miliardi per Apple e Beats

Duetto da tre miliardi per Apple e Beats

 Apple acquista Beats, società affermata nei servizi di streaming musicale e produttore delle omonime cuffie hi-fi di alta qualità.

A pochi giorni dal WWDC (World Wide Developers Conference) la conferenza che ogni anno il colosso di Cupeirtino organizza a giugno per presentare le novità che introduce nell’anno in corso, Tim Cook, CEO di Apple, conferma che il passaggio è avvenuto: Beats è ora parte integrante di Apple. La Beats, fondata da Jimmy Iovine e Dr. Dre, (il cui vero nome è Andre Young), ha sfondato nel campo della musica con le sue cuffie hi-fi, molto potenti e anche molto costose, fino a renderle un vero e proprio status symbol. Una volta spianata la strada, ha poi lanciato il suo servizio omonimo di streaming musicale, dando del filo da torcere a Pandora e Spotify che fino ad allora si dividevano questo mercato; “sapevamo come sfruttarli e lo abbiamo fatto” sono le parole di Iovine, che nel carisma e nell’irriverenza si avvicina moltissimo a Jobs. Era, infatti, lo streaming musicale la spina nel fianco della mela morsicata, che nonostante il lancio di iTunes Radio (disponibile solo in alcuni Paesi) stava perdendo colpi, e al calo degli acquisti di brani su iTunes Store si accompagnava la crescita del bacino d’utenza di società come Beats, che con 3 miliardi di dollari ha permesso ad Apple di lanciarsi di nuovo in gioco, questa volta con un asso nella manica: il celeberrimo marchio b che Apple probabilmente manterrà. Questa acquisizione strategica non è finalizzata a introdurre una nuova tecnologia nei dispositivi Apple, ma ad assicurare i vantaggi di un marchio già affermato tra i consumatori. Le cuffie, infatti, in poco tempo hanno raggiunto la posizione di top di gamma per i prodotti musicali, ma hanno anche conquistato terreno nella cultura pop attuale, specialmente negli Stati Uniti, fino a trovare ampio apprezzamento da parte di superstar come Nicki Minaj e Lady Gaga. Jimmy Iovine ha ora il suo ufficio a Cupertino, e la sua fama come tecnico del suono e produttore di numerosi artisti internazionali tra cui Bruce Springsteen, John Lennon e gli U2 può solo aumentare il prestigio dell’azienda californiana, tanto che questo è considerato come il più grande acquisto della storia dell’azienda, che non poteva spendere meglio una parte dei 150,6 miliardi di liquidità che possedeva. Ho sempre saputo nel mio cuore che Beats apparteneva ad Apple ha dichiarato Iovine, il nuovo Steve Jobs, che dopo il primo giorno ha subito espresso il suo disgusto sulla qualità degli EarPods, gli auricolari Apple, e senza peli sulla lingua non resterà a guardare, ma contribuirà a introdurre la sua arte nel mondo della tecnologia; i suoi rapporti con il mondo discografico, ma anche cinematografico amplieranno l’ambiente in cui potrà muoversi Apple per contrastare la concorrenza di Spotify, Netflix, Google e anche Amazon. Con questa mossa Tim Cook ha per la prima volta fatto un passo in piena autonomia rispetto alla volontà e alle idee propugnate da Jobs, che ha sempre e fermamente creduto che gli utenti volessero possedere la musica salvata sul proprio dispositivo anziché accedere a un servizio di streaming che, seppur molto ampio, è esterno. Questo è solo l’antipasto del banchetto di novità che Apple ha preparato per il 2014.

Paolo Tollis

 

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