martedì 16 gennaio 2018
Ucraina: vento di guerra e provocazioni

Ucraina: vento di guerra e provocazioni

Il punto della situazione e gli ultimi aggiornamenti.

Il conflitto ucraino è iniziato circa quattro mesi fa, segnato da accuse, notizie frammentarie e contrastanti e, stando a dati Onu aggiornati a fine luglio, ha già fatto più di 1.100 morti, tra civili e non. L‘ultimo terribile bombardamento risale a martedi 19 agosto 2014: ad essere colpito è stato un asilo a Makeevka, e si contano più di 10 bambini rimasti uccisi. Nella stessa giornata, come riferiscono le autorità locali, un gasdotto, sempre a Makeevka, è stato danneggiato e ha preso fuoco, distruggendo l’impianto per la potabilizzazione dell’acqua che serve un bacino d’utenza di 436mila persone.  Anche a Lugansk, dove sono in corso ”combattimenti di strada”, la situazione è sempre più critica: da 17 giorni la città è senza acqua potabile, energia elettrica, rete telefonica e approvvigionamenti.

I convogli bloccati.  La guerra infiamma l’Ucraina orientale. Mentre le truppe ucraine provano a stringere in una morsa Donetsk e Lugansk, resta altissima la tensione al confine con la Russia. La situazione non migliora, anzi, il rischio è che proprio le incomprensioni tra Kiev e Mosca si acuiscano: dopo il primo blocco da parte di Kiev di un misterioso convoglio umanitario russo diretto verso l’Ucraina dell’Est (annunciato dal nuovo premier dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko), poiché non autorizzato dalla Croce Rossa, in data 16 agosto 2014 si registra il tanto atteso accordo tra le due, accordo purtroppo successivamente smentito da un ulteriore blocco da parte delle forze armate di Kiev che nella notte hanno fermato una colonna di mezzi militari russi. Fortunatamente, grazie anche all’intervento di Victoria Zotikova, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa, si è giunti ad una ufficiale ispezione del convoglio al confine. Il governo ucraino temeva che quest’ultimo fosse soltanto una provocazione per giustificare un’invasione militare.

La posizione dell’Occidente. Tale mossa ha fatto sì che la tensione tra Russia e Ucraina diventasse sempre più allarmante e tangibile: la Russia sembra infatti essere stata accusata da Kiev e dai suoi alleati occidentali di armare i separatisti. Chiarissimo il messaggio da parte del portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale del Presidente Usa Barack Obama, Caitlin Hayden, il quale ha ribadito, tramite un comunicato, che l’America è contraria alle incursioni russe e alle forze filorussa: “La Russia non ha alcun diritto di inviare in Ucraina veicoli, persone o materiale senza l’autorizzazione del governo ucraino.” Inoltre Hayden ha aggiunto che, se Putin davvero intende terminare il conflitto, come da accordi, deve in primis fermare i bombardamenti dell’artiglieria russa in Ucraina, consegnare le armi e  non sostenere più i separatisti. L’Occidente si dimostra sempre più attento alle svolte militari del paese: anche il leader francese François Hollande è intervenuto per invitare la Russia al rispetto dell’integrità dell’Ucraina, così come il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, il quale ha rinnovato il messaggio di Hayden, invitando i russi a fermare ogni violazione della sovranità di Kiev.  Le numerose “provocazioni” -secondo gli Stati Uniti- della Russia preoccupano la Nato: con la scusa della “missione di pace”, si teme che Mosca possa inviare le proprie truppe sul territorio ucraino, denunciando già, nei giorni scorsi, un pericoloso aumento dei soldati russi alla frontiera, che sarebbero ora 20.000, 8.000 in più che a metà luglio.

La NATO per l’Ucraina. D’ altra parte, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha avvertito, in una sua visita ufficiale a Kiev, che l’Alleanza atlantica è pronta a rafforzare la propria assistenza all’Ucraina, nonostante non faccia parte dell’organizzazione. Egli inoltre ha parlato di nuove sanzioni che potrebbero essere imposte contro la Russia in caso di ulteriore deterioramento della situazione nella parte orientale dell’Ucraina: nel caso di introduzione di forze di pace russe, la Russia sarebbe isolata a livello internazionale, ma, secondo le sue parole, si tratta di “una situazione ipotetica”. Inoltre, ha annunciato che l’Alleanza ha fermato la cooperazione con la Russia in tutti i campi: la necessaria pausa durerà fino a quando Mosca inizierà nuovamente a seguire i principi dei documenti statutari che definiscono la cooperazione tra la NATO e la Federazione Russa.

Sono momenti critici per Mosca: nelle ultime ore il vice ministro delle finanze Serghiei Storciak ha ammonito che: ”le sanzioni settoriali, in particolare nel campo delle relazioni finanziarie internazionali, cominciano sicuramente a farsi sentire e si faranno sentire. (…) Gli effetti indiretti stanno cominciano a diventare diretti”

Embargo. Cominciano dunque a farsi sentire le sanzioni finanziarie occidentali contro la Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina. Inoltre, la Commissione Ue sta valutando, su richiesta della Polonia, un possibile ricordo al Wto contro l’embargo imposto da Mosca ai prodotti agroalimentari europei in risposta a tali sanzioni.

 Redazione online

 

 

 

 

 

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