martedì 17 ottobre 2017
In lode del Latino e Greco

In lode del Latino e Greco

Gli studenti della Sorbona cercano di dare una risposta all’annosa questione: “Perché trascorrere ore sui libri per apprendere due lingue morte, che non si parleranno mai nella vita?”

E’ questo purtroppo il punto di partenza più scorretto e superficiale di quanti si oppongono allo studio del Latino e del Greco, dimenticandosi lo scopo per cui è da sempre è stato promosso ed attuato l’insegnamento di queste discipline: formare uomini e donne che non siano figli della civiltà dei numeri; se ai tempi di Omero vi era “la civiltà della vergogna”, oggi si corre il rischio di diventare schiavi dei numeri, di perdere la consapevolezza della propria soggettività di essere umano. Lo studio della letteratura, l’indagine antropologia dei poeti  del tempo, il martellante ragionamento che occorre per poter comprendere la grammatica ed operare le traduzioni, creano negli studenti una vera e propria coscienza di sé e li rendono armati del potere più grande: la cultura. Questo occorre per comprendere il presente e offre loro la possibilità di proseguire gli studi verso qualunque indirizzo una volta abituati a risolvere gli enigmi delle subordinate di testi  antichi. Probabilmente è questa la consapevolezza che anima fortemente gli studenti della Sorbona di Parigi che, insieme ai loro professori, hanno con forza protestato contro la riforma scolastica di Najat Vallaud-Belkacem che prevede una notevole riduzione delle ore di Latino e Greco, a partire dal 2016,per dare un indirizzo più storico al percorso formativo. Ad unirsi alla protesta sono anche intellettuali ed ex-ministri come Aurélie Filippetti, ex ministro della Cultura che afferma attraverso La Vie.fr.: «Conoscere le lingue antiche significa spalancare gli orizzonti, lo spirito, imparare la semplicità di una grammatica francese che oggi dicono difficile, capire il senso delle parole attraverso il loro percorso. È un’avventura». Inoltre, “ gli indignati” ricordano a quanti appoggiano tale riforma che in Francia sono 520.000  i ragazzi che hanno scelto il percorso Classico per la loro istruzione. Nonostante ciò, ci sono funzionari di Stato che difendono questo progetto sostenendo che le lingue antiche siano “elitiste”, ma a questa tesi si oppone in modo particolare un prof di letteratura all’università di Nanterre, dicendo: “Elitista è piuttosto l’inglese, solo i più fortunati possono permettersi viaggi studio all’estero mentre davanti al latino e greco siamo tutti uguali.”

dipinto

E in Italia? – L’Italia pur essendo il Paese con il patrimonio artistico-culturale più ricco del mondo, non è costituito da un popolo di studenti aventi la stessa sensibilità che hanno mostrato i giovani a Parigi. Negli ultimi anni si sta vivendo una vera e propria debacle per il liceo e in particolare per il liceo classico che infatti vede il coinvolgimento di appena il 6% degli adolescenti; si preferisce dedicarsi ad indirizzi che illudono di offrire possibilità lavorative immediate, ma la maggior parte delle volte contribuiscono alla superficialità dilagante che fa di un giovane, un suddito e non un uomo libero con una coscienza autonoma e pensante. Per questa ragione è fondamentale che coloro che quanti attualmente lavorano per la riforma scolastica non manchino di offrire agli studenti la possibilità di crescere attraverso la cultura e che quindi non si intervenga con tagli, ma con aggiunte.

Redazione online

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*