mercoledì 13 dicembre 2017
Ferrari, il marchio più “powerfull” al mondo

Ferrari, il marchio più “powerfull” al mondo

Dopo la sua entrata in Borsa, sta mantenendo alte le aspettative?

Nel 2015, secondo la classifica stipulata dal Brand Finance Global 500, il marchio del Cavallino rampante è stato eletto come il più influente al mondo: sull’onda del successo, la Ferrari scala le vette delle classifiche e supera persino Google, Coca-Cola ed Hermes.

Il brand – Nella relazione del Brand Finance è stato riportato che il marchio modenese è ormai conosciuto in tutto il mondo. Posizionatosi al primo posto, ha infatti superato i colossi Coca-Cola, Pricewatherhouse Coopers, Rolex, Disney e persino Google. Questo risultato ha portato grande soddisfazione in casa Ferrari, tanto che l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo ha sostenuto di esser estremamente orgoglioso del lavoro che hanno svolto dalla società.

Il debutto in Borsa – Lunedì 4 gennaio l’80% delle azioni di Ferrari iniziavano le contrattazioni nella Borsa italiana. Ma, già lo scorso 21 ottobre, il marchio made in Italy era entrato nel patrimonio borsistico di Wall street, dove il capitale è stato posto per il 10% al pubblico con un prezzo di 52 dollari per azione. Sfortunatamente nell’ultimo mese dell’anno il patrimonio era sceso a 48 dollari, presentando un calo del 7,5%. La mossa italiana non solo ha attirato le grandi aspettative degli azionisti, ma ha entusiasmato lo stesso amministratore delegato, il quale ha dichiarato ai media che si tratta di un nuovo capitolo per lo storico marchio. Con lo sbarco ufficiale nella borsa milanese, la Ferrari si è definitivamente lasciata alle spalle l’azionista storico, la Fiat, diventando così Fca Chrysler. La separazione si poneva come obiettivo primario far emergere il valore di Ferrari proprio a beneficio degli azionisti di Fca.

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Numeri – Per dare un’idea dei valori, va segnalato che, una volta completata la separazione, il colosso Fca (con i suoi 95 miliardi di ricavi) si posiziona in Borsa con un valore di circa 11 miliardi di euro. La Ferrari, con un giro d’affari annuo inferiore ai 3 miliardi, ai prezzi di oggi capitalizza invece sul mercato più di 8 miliardi. Peraltro, il gruppo Fca Chrysler attinge a piene mani dalle casse ricche di liquidità di Ferrari, che verserà alla sua “ex controllante” circa 2,5 miliardi di euro, una somma che va aggiunta agli 890 milioni di euro incassati ad ottobre con il collocamento per lo sbarco a Wall Street. Questo importo risulta essere molto utile per Fca, che deve fare i conti con un indebitamento pesante di circa 6 miliardi dopo l’addio al Cavallino rampante. D’altra parte, proprio Ferrari già nei primi nove mesi dell’anno viaggia stabile con profitti lordi (Ebitda) di 567 milioni su 2,1 miliardi di fatturato, e può permettersi di reggere senza eccessivi problemi un indebitamento di 1,9 miliardi.

Progetti – Il carattere esclusivo della Ferrari attira clienti e fan in tutto il mondo. E’ per questo che i prodotti di lusso con marchio Ferrari rappresentano sempre più la maggior fonte di guadagno della società: il Cavallino è un bene prezioso per il marchio di lusso italiano. Nonostante i non rosei inizi, la situazione delle azioni della Ferrari non dovrebbe preoccupare la Borsa: il marchio, già in passato, è stato in grado di superare diverse crisi. Secondo alcuni, la quotazione a Wall Street del mese di ottobre ha rappresentato il primo passo verso la trasformazione: da produttrice di macchine ad azienda del lusso con negozi monomarca Ferrari Store in tutti i Paesi del mondo. «È iniziato l’anno del ritorno in vetta. La squadra c’è, è forte e in corsa, ci manca poco per arrivare al livello degli avversari. Gli investimenti non mancheranno» ha dichiarato il presidente Sergio Marchionne, in merito ai progetti futuri in Formula 1 di Ferrari. Ma non sono mancati anche i riferimenti a prossime forme di finanziamento per la società. Si attendono notizie sull’annunciato bond, che potrebbe essere lanciato entro il primo semestre dell’anno.

Rita D’Ambrosio

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