mercoledì 13 dicembre 2017
L’efebo (vagante) di Selinunte: un’opera d’arte senza casa

L’efebo (vagante) di Selinunte: un’opera d’arte senza casa

 “Lu pupu” sarà presto abbandonato nuovamente al suo destino di sfrattato

Ancora poche settimane e l’Efebo di Selinunte sarà di nuovo senza casa. E sorge spontaneo chiedersi come un reperto artistico di 2500 anni fa debba essere costretto a tale pellegrinaggio, costretto ad appellarsi alla virtù di qualche appassionato caritatevole. I tre mesi di copertura assicurativa dell’Efebo stanno per scadere (a fine gennaio) e ciò significa che non potrà più rimanere nel comune di Castelvetrano, in Sicilia. La sua futura sistemazione è tuttora incerta, soprattutto per la mancanza di risorse economiche che permetterebbero al piccolo comune di continuare a ospitare la statua.

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La storia dell’Efebo – L’Efebo, che in greco significa “giovane”, è una piccola statuetta bronzea alta 85 centimetri, quasi sicuramente appartenente alla scuola plastica di Selinunte, risalente al V secolo a.C. Fu ritrovata nel 1882 nella località di Ponte Galera, nel comune di Castelvetrano, e acquistata da quest’ultimo per 50.000 lire. Il reperto poi rimase in un magazzino per quarantasei anni subendo ogni genere di umiliazione, arrivando a essere usato dai sindaci della città addirittura come portaombrelli.

Nel 1928, poi, il filosofo Giovanni Gentile riuscì a valorizzare la statuetta affidandola al Museo di Siracusa per il suo restauro. Restituita al comune di Castelvetrano, divenne il simbolo della città assumendo anche il soprannome di “lu pupu”, donatogli dagli stessi cittadini. Per trentaquattro anni l’Efebo riuscì a risiedere tranquillamente nell’anticamera del sindaco fino alla notte del 30 ottobre 1962, quando venne inaspettatamente trafugato. I ladri si resero presto conto della difficoltà di trasportare la statuetta all’estero e di trovare degli acquirenti, così decisero di trattare con lo Stato italiano e nel 1968 l’Efebo fu finalmente ritrovato a Foligno grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Fu nuovamente sottoposto a restauro, questa volta a Roma, e negli anni seguenti girò il mondo: dalle Olimpiadi di Atene del 2004 fino all’Expo di Shangai.

E oggi – Attualmente l’Efebo di Selinunte si può visitare nella Casa del Viaggiatore a Castelvetrano, ma dalla fine di questo mese nessuno sa che futuro lo aspetta. Il sindaco di Castelvetrano ha affermato che farà il possibile per riaccogliere l’Efebo nel museo cittadino e non ha escluso un possibile aiuto da parte dei privati.

Nel 2014  l'efebo è stato "ridisegnato" dall'illustratore Massimo Asaro in occasione di un'iniziativa culturale per bambini organizzata nel Parco di Selinunte a Castelvetrano.

Nel 2014 l’Efebo è stato “ridisegnato” dall’illustratore Massimo Asaro in occasione di un’iniziativa culturale per bambini organizzata nel Parco di Selinunte a Castelvetrano.

Ma quale futuro per l’arte italiana? – Tutte le strade, quindi, rimangono ancora aperte per le sorti dell’Efebo di Selinunte e dovremo aspettare febbraio per capire le sorti della preziosa statuetta. Ma comunque vadano le cose, questo episodio ci lascia con una considerazione amara: ancora una volta l’amministrazione del Paese fallisce e si mostra incapace di preservare e valorizzare i tesori che l’Italia di oggi, un po’ per caso e un po’ tanto per fortuna, ha ereditato dall’Italia di ieri. Perché tesori e beni artistici dal valore culturale inestimabile, invidiati da qualsiasi altra nazione del Mondo, vengono così bistrattati e abbandonati al loro triste destino?

Redazione online 

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