giovedì 17 agosto 2017
Ambiente, attenzione a El Niño

Ambiente, attenzione a El Niño

Parte del mondo, soprattutto i Paesi più poveri, stanno soffrendo la fame a causa della siccità e delle piogge irregolari legate al surriscaldamento globale. A questo si aggiunge l’azione del fenomeno climatico conosciuto con il nome di El Niño

Di cosa si tratta?El Niño southern oscillation è un fenomeno meteorologico causato dal riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Tropicale, del quale si possono identificare due fasi: la prima, con il nome di El Niño, riguarda il riscaldamento, la fase calda del fenomeno, mentre quella di raffreddamento, ovvero la seconda fase, è denominata La Niña. Questo fenomeno provoca il caos nella zona intertropicale ed equatoriale a causa di forti piogge e colpisce principalmente la regione costiera del Pacifico del Sud America.

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I danni – In Etiopia 4,5 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari a causa degli effetti combinati di questo fenomeno. L’ultimo El Niño di tale intensità si è verificato nel 1997-98. “La produzione di riso e mais è a rischio, con gravi implicazioni per milioni di persone in difficoltà che vivono in Africa meridionale e in America centrale e dipendono da queste colture”, ha annunciato John Magrath, di Oxfam. Una grave siccità ha già prosciugato i campi dell’Africa australe: il mais raccolto è calato di un terzo e simili rendimenti sono destinati a diffondersi in zone ancora più ampie nel corso della prossima estate. Nello Zimbabwe, dove il raccolto di mais è del 35% inferiore alla media, il governo ha individuato nella siccità che ha colpito il settore agricolo la causa del dimezzamento rispetto alle previsioni di crescita economica. La Fao stima che, in America centrale, i raccolti siano diminuiti del 60% per il mais e dell’80% per i fagioli a causa di lunghi periodi di aridità legati all’azione di El Niño. Ma anche il Sud-Est asiatico subisce l’influenza del fenomeno, la cui frequenza potrebbe raddoppiare con l’aumento progressivo delle temperature oceaniche. “I governi e le agenzie devono agire rapidamente per evitare catastrofi umanitarie nel corso del prossimo anno”, avverte Magrath.

Come potranno reagire i popoli devastati da El Niño? La natura sembra ancora una volta ribellarsi a noi che ne sfruttiamo ogni risorsa, ma non possiamo far altro che inginocchiarci di fronte al suo potere, perché essa continua a prevalere in quella che si può chiamare una lotta alla sopravvivenza.

Redazione online

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