mercoledì 13 dicembre 2017
Cosa dovresti sapere per capire l’Islam

Cosa dovresti sapere per capire l’Islam

L’Islam non è l’Islam politico: ecco cosa sta alla base delle crisi del Medio Oriente

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Germano Dottori è segretario generale del Centro di Studi Strategici e di Politica Internazionale presso la LUISS-Guido Carli.

C’è una distinzione che bisogna avere ben chiara in mente: da un lato c’è l’Islam come religione, dall’altro c’è l’Islam politico. L’Islam politico è un progetto rivoluzionario che ha per obiettivo il sovvertimento dell’ordine politico nei Paesi musulmani». Con queste parole, Germano Dottori – Segretario generale del centro di Studi Strategici e di Politica Internazionale presso la LUISS-Guido Carli e giornalista per Limes – ha individuato l’esistenza di due diversi livelli della religione Islamica: uno culturale e uno politico. Quest’ultimo è un’alterazione più recente, dovuta alla crisi dei processi di decolonizzazione dei Paesi Arabi.

Punto di partenza: Rivoluzione – Per comprendere pienamente la differenza tra Islam religioso e Islam politico, è necessario analizzare dal punto di vista storico e governativo le condizioni in cui queste realtà convivono da sempre. L’Islamismo è una risposta a due esigenze: rivoluzionare i governi dei Paesi musulmani in cui il potere appartiene da troppo tempo ad una classe elitaria ritenuta corrotta e modificare l’ordine internazionale che consenta loro di avere maggior peso nella gestione della comunità internazionale.

La ragione storica – Il potere politico islamico trae la sua forza da una concezione del passato differente da quella europea: se nel nostro continente il Medioevo è ritenuto un’epoca oscura, nel mondo islamico i secoli d’oro e di espansione hanno coinciso con un momento di integrale applicazione dei dettami del Corano. Questo ha comportato che si radicasse la convinzione secondo la quale l’unica possibilità per i musulmani di ottenere rispetto nel mondo, per restituire dignità e peso politico ai loro Paesi, sia un ritorno all’Islam delle origini.

Hassan Rouhani è il presidente dell'Iran. Tra i prerequisiti necessari per correre alla presidenza ci sono l'appartenenza alla fede musulmana e la fedeltà alla Repubblica Islamica.

Hassan Rouhani è il presidente dell’Iran. Tra i prerequisiti necessari per correre alla presidenza ci sono l’appartenenza alla fede musulmana e la fedeltà alla Repubblica Islamica.

Religione e differenze sociali – Il fattore sociale e l’interpretazione letterale del Corano sono le cause principali su cui si articolano le differenze intrinseche alla religione islamica. Germano Dottori sostiene che: «L’Islam è una religione che è abbracciata da quasi 2 milioni di persone [anche il numero di cristiani nel mondo si aggira intorno a queste quote, ndr], pertanto è inevitabile che al suo interno tendano a emergere diverse correnti.  Queste diverse scuole di pensiero si sono naturalmente sviluppate nel corso del tempo». Prova di questa tesi è la divisione tra sciiti e sunniti: nel mondo sunnita è d’obbligo rispettare i detti del profeta e aderire ad un’interpretazione letterale del Corano. Per gli sciiti invece l’interpretazione coranica è affidata al clero, l’intermediario favorisce, quindi, l’emancipazione da una lettura letterale del testo sacro.

La realizzazione dello “Stato islamico” – A partire dagli ultimi decenni del Ventesimo secolo, la militanza politica islamica è arrivata al potere in Iran, Pakistan, Mauritania, Afghanistan. Indonesia e Turchia sono repubbliche democratiche a maggioranza musulmana. La Tunisia fa parte delle democrazie islamiche. L’Egitto, che dal 2010 è considerato tra i Paesi non liberi, è a maggioranza islamica. Le Primavere arabe del 2011 hanno offerto all’Islam come ideologia politica un terreno fertile su cui attecchire, e l’ISIS è solo l’ultima battuta di una dialettica ancora lontana dalla fine fra religione e politica.

Redazione online

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