martedì 17 ottobre 2017
O la salvi o ti estingui: Earth Day

O la salvi o ti estingui: Earth Day

Dall’idea della Giornata della Terra durante la guerra in Vietnam fino alla Cop21: la salvaguardia del nostro pianeta raggiunge l’opinione pubblica

L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, il momento dell’anno in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e dal presidente Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone, in ben 192 Paesi del mondo.

Dalla guerra del Vietnam… – La giornata nasce il 22 aprile 1970, originandosi da un movimento universitario, per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra e, da quel giorno, è divenuta un avvenimento educativo e informativo; i gruppi ecologisti la utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste su soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo. L’idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento e al senatore Nelson venne l’idea di organizzare un teach-in sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese, tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. L’Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore capì che era giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico: “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”. Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l’inquinamento da combustibili fossili, contro l’inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l’estinzione della fauna selvatica, compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.

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…alla Cop 21 – ”La Giornata mondiale della Terra assumerà un significato ancor più importante dopo lo storico accordo raggiunto alla Cop 21 di Parigi, che proprio in quei giorni firmeremo a New York”, così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha scritto in una nota dell’ufficio stampa dell’Earth Day 2016:  il regalo per la Terra nel “suo” giorno è la ratifica di quanto deciso alla Cop 21. Galletti, al momento della ratifica degli accordi sul clima – spiega la nota – si collegherà dal Palazzo di Vetro di New York con il Villaggio per la Terra al Galoppatoio di Villa Borghese a Roma, dove per quattro giorni (dal 22 al 25 aprile) ci saranno iniziative e eventi dedicati alla tutela del Pianeta, alla legalità, ai migranti. La manifestazione è nata dalla collaborazione con il ministero dell’Ambiente, il ministero dell’Istruzione e Roma Capitale. Questo, se voi vorrete, sarà il primo accordo universale sul clima, ha ribadito il Presidente francese Francois Hollande: “Non capita spesso nella vita di avere l’opportunità di cambiare il mondo, voi oggi avete quest’opportunità”. E i ministri e rappresentanti dei 195 paesi più l’Ue non si sono tirati indietro: dopo un’altra lunga sessione di discussioni, con un’assemblea plenaria il testo è stato adottato. La cerimonia ufficiale di firma sarà il 22 aprile 2016 a New York e l’entrata in vigore del trattato, non prima del 2020, avverrà 30 giorni da quando almeno 55 parti responsabili di almeno il 55% delle emissioni di gas serra lo avranno ratificato.

L’obiettivo del nuovo accordo universale – L’accordo prevede un obiettivo davvero molto ambizioso: contenere l’aumento della temperatura globale del pianeta ben al di sotto dei 2°C, perseguendo idealmente il goal di +1,5°C. Promotori di quest’obiettivo sono stati i rappresentanti delle piccole isole e degli altri Stati più vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico, per i quali quel mezzo grado può fare la differenza tra la vita e la morte. Il resto dell’accordo, però, ha sottolineato Steffen Kallbekken, direttore del Centre for International Climate and Energy Policy, non sarebbe coerente con l’obiettivo. Parigi è quindi il punto di partenza, ma solo attraverso la concretezza delle azioni si potrà raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050.

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L’esito di questa giornata non può essere solo quello di buoni propositi e belle parole, ma la definizione precisa di impegni concreti che garantiscano ai popoli e alle generazioni future una casa dove continuare ad abitare, perché qualunque sia il motivo per cui ti stai battendo: razzismo, povertà, femminismo, diritti degli omosessuali… non è davvero importante in fin dei conti, visto che se non salviamo la Terra insieme alla fine saremmo… equamente estinti.

Francesca Morri

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