martedì 17 ottobre 2017
La grande sete dell’India

La grande sete dell’India

I corsi d’acqua  nel Nord dell’India diminuiscono al ritmo di 30 cm circa all’anno a causa del sovrasfruttamento per irrigazione e per altre attività umane legate allo sviluppo economico.

Il fatto – L’India è assetata. Il Paese è diventato  teatro di una gravissima crisi idrica ed energetica che è stata definita come una delle peggiori siccità della sua storia recente. È a forte rischio la sopravvivenza di milioni di cittadini e il futuro dell’economia di uno Stato che, in questo momento, non potrebbe concrhttp://www.educazioneliberta.it/wp-admin/post-new.phpetizzare le sue ambizioni di grande potenza globale. La situazione peggiora progressivamente, ma solo il 19 aprile scorso il Governo indiano ha lanciato un allarme di fronte ai giudici della Corte Suprema, in cui ha esplicitamente ammesso che l’attuale siccità ha colpito diverse regioni del Paese e sta mettendo a rischio la vita e la salute di 330 milioni di persone, pari a circa un terzo dell’intera popolazione nazionale. E che l’emergenza idrica riguarda ormai dieci Stati, tra cui Maharashtra e Gujarat, e oltre 250 distretti amministrativi sparsi su tutto il territorio nazionale. Sono dati allarmanti, ma purtroppo incompleti. Sono dati non scientificamente provati, ma basati solo sull’osservazione e sull’approssimazione. È per questo che la situazione potrebbe essere ben più grave, anche rispetto a precedenti crisi, come ad esempio quella del 2009.

I danni della natura e dell’uomo – L’emergenza è un concatenarsi di cause. Secondo molti scienziati, la siccità è dovuta principalmente ai cambiamenti climatici. Infatti a causa della pessima stagione monsonica, con livelli di precipitazioni nettamente inferiori alla norma, pozzi e cisterne si sono svuotati, rovinando economicamente migliaia di contadini. Significativa, ma allo stesso tempo struggente, è la foto diffusa da un sito internet di un agricoltore che guarda attonito il suo campo completamente inaridito. Le strutture sanitarie sono allo stremo, le scuole vengono ripetutamente chiuse, e sono già morte oltre 150 persone. I più colpiti sono i bambini e gli anziani. La carenza d’acqua ha causato anche la chiusura di molti impianti energetici. Nonostante ciò, i meteorologi hanno previsto un monsone più piovoso della media nei prossimi mesi, ma il periodo d’attesa si prospetta sempre più dominato da un’ondata di caldo superiore ai 40˚C. I cambiamenti climatici sono dunque i maggiori responsabili, ma la colpa non è tutta da attribuire al tempo atmosferico. C’è anche un impiego eccessivo delle fonti acquifere del Paese. Queste fonti sono infatti sfruttate eccessivamente, sia per usi agricoli che industriali. I contadini sono obbligati a privilegiare poche colture (cereali, cotone, soia) che richiedono un grande dispendio di acqua. Si parla di quasi l’80% delle risorse idriche nazionali. Di conseguenza, l’esaurimento delle scorte nei villaggi, spinge i contadini ad utilizzare le falde acquifere sotterranee causando quindi, un generale inaridimento di vaste regione del Paese. Un vero e proprio “effetto boomerang” per gli agricoltori. D’altra parte anche l’attività industriale contribuisce al peggioramento della situazione, sia consumando le fonti acquifere, ma soprattutto causando un gravissimo degrado di fiumi e laghi. Ogni giorno infatti, numerosi materiali chimici e rifiuti industriali vengono rilasciati nei corsi d’acqua, rendendoli inutilizzabili.

acqua-india-1080x719

L’acqua è vita – È allarme rosso. Rosso come il nuovo colore del Gange. Il fiume, infatti, vessillo della sacralità nella religione induista, è oggi tra i dieci corsi d’acqua più inquinati al mondo. «Una sola goccia è in grado di purificare il corpo e lo spirito, lavare i peccati e liberare dal samsara, il ciclo di morte e rinascita». Eppure nessun fedele ha più il coraggio di immergersi. L’acqua, che un tempo oscillava tra il verde e l’azzurro, ora è diventata completamente putrida e contiene batteri, virus e parassiti che sono all’origine di colera ed epatiti. È per questo che l’allarme lanciato dal Governo è di fondamentale importanza. È un allarme che ha dato il via a numerose riforme per un uso più consapevole delle risorse idriche nazionali. Saranno infatti privilegiate le colture meno dispendiose a livello idrico e sono in programma operazioni di bonifica di fiumi e laghi inquinati.

Non solo Asia – La mancanza d’acqua nel mondo è un problema attuale che va affrontato e superato. Attualmente, almeno due terzi della popolazione mondiale, oltre 4 miliardi di persone, vive in condizioni di grave scarsità di acqua per almeno un mese ogni anno. Tra i Paesi più colpiti, spicca soprattutto l’India, ma non bisogna dimenticare anche la Cina, gli Stati Uniti, l’Australia e la città di Londra. C’è chi sostiene che in un futuro ormai prossimo non sarà il petrolio, ma l’acqua a scatenare le guerre. E del resto, Papa Francesco nell’enciclica Laudato si, ha chiaramente denunciato che l’uomo sta maltrattando la Terra e abusando dei beni del creato. Il mondo è un bene comune, di tutti e per tutti. E va rispettato e non saccheggiato.

Giuseppe Muolo

 

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*