mercoledì 13 dicembre 2017
Non solo Facebook e Twitter: i social dei libri

Non solo Facebook e Twitter: i social dei libri

Quando i social network si dedicano alla lettura.

In un periodo in cui la tecnologia avanza lasciando spazio continuamente a nuove invenzioni, anche il mondo dell’editoria si è in parte rivoluzionato. Dal duemila infatti oltre i libri in formato cartaceo le case editrici offrono ai lettori il formato eBook , ovvero libri non cartacei, ma in digitale (tablet, pc, smartphone) ad un prezzo più basso. Ciò hai sortito buoni risultati, si stima infatti che negli ultimi tre mesi del 2015, 4,5 milioni di persone hanno letto o scaricato libri online o in formato e-book.

I social di libri: cosa sono? – Siti che hanno come scopo primario quello di consentire ai lettori di incontrarsi e confrontarsi su libri di ogni genere e consigliarsi sulle prossime letture.

goodreads

La vita dei social book: quali sono? – A livello mondiale il social network con il maggior numero di iscritti (16 milioni) è Goodreads di proprietà di Amazon che già possedeva Shelfari e LibraryThing, analoghi siti per discutere di libri. In Italia invece la più ampia comunità di lettori con circa trecentomila iscritti e un milione in tutto il mondo è concentrata su Anobii, creata a Hong Kong nel 2006 e diffusa in 13 lingue, acquistata nel 2014 dalla Mondadori.

Quale è lo scopo dei social di book? – Il sistema di questo social prevede che gli iscritti possano usufruire di una vera e propria libreria personale, nella quale aggiungere i libri letti, fare delle recensioni, valutare libri, segnare le date di inizio e fine lettura di un libro e, inoltre, scegliere, in base a gusti affini, altre librerie da seguire così da prendere spunto per le proprie prossime letture.

Goodreads e Anobii sono due esempi delle più famose piattaforme, però il web è ricco di altri network impegnati sempre nell’ambito della lettura, come ad esempio “The reading room” che presenta 500 mila iscritti, oltre ad essere un mezzo di scambio di informazioni sui libri è anche uno store online dove poter acquistare libri. Allo stesso modo Zazie.it che presenta un collegamento con lo store di Bookrepublic e da maggio anche Wuz.it diventerà un vero e proprio social network.

La questione business – Infine, è importante prendere atto della questione economica. Come prima cosa, è giusto sottolineare che il mondo editoriale è molto difficile da gestire e i libri non portano un mercato così florido.
Con la nascita degli eBook si sono sviluppati degli store online dove poter acquistare libri, non solo eBook ma anche cartacei.
Nel 2013 “Forbes” aveva ipotizzato che i social network di libri dovessero avere degli store, così da poterne vendere; il problema dei social book è quello di dover cercare partenship o di puntare ad essere acquistati, per questo, il collegamento con uno store di libri è la cosa più utile.

Le critiche – Secondo Giacomo Leopardi il progresso negava all’uomo la condizione di felicità conducendolo verso dolore e sofferenza. Dunque il più grande poeta della modernità non è l’unico a pensare che il progresso non sia positivo. Molte infatti sono le critiche che l’evoluzione della tecnologia trascina con sé: c’è chi sostiene che il mondo virtuale sottragga del tempo prezioso alla vita reale e che il confronto che avviene su ogni social sia malsano in quanto obbliga gli utenti a ricorrere a delle opinioni stereotipate molto spesso non corrispondenti alla verità.

Ma, data l’impossibilità di bloccare l’evoluzione della tecnologia, che rappresenta ormai un modus operandi della maggior parte della popolazione mondiale, non sarebbe meglio accettarla cercando di ottimizzarne il suo uso? Secondo George R.R. Martin “Chi legge vive mille vite prima di morire, chi non legge mai ne vive una sola”; pertanto ogni metodo onesto e moralmente integro è giusto purchè si legga.

 

Redazione online

 

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