giovedì 17 agosto 2017
Ballottaggi: il giorno dopo

Ballottaggi: il giorno dopo

Un rapido sguardo ai risultati definitivi delle amministrative  2016. M5S vince a Roma e Torino. Sala salva il Pd a Milano. Confermato De Magistris a Napoli e Merola a Bologna

Abbiamo aspettato i ballottaggi per fare una riflessione su queste elezioni comunali 2016. Se da un lato il dato è frastagliato e diverso da comune a comune, dall’altro non possiamo non raccogliere un dato politico chiaro: il Pd è in crisi?

Il primo dato che salta all’occhio è il trionfo del Movimento 5 Stelle a Roma e Torino. Ebbene, anche nel capoluogo piemontese il Pd deve alzare bandiera bianca, Chiara Appendino è il nuovo sindaco della città. Se a Roma Virginia Raggi, eletta sindaco con il 67,15% dei voti, è un risultato che ci si aspettava, la fine del Pd e di Fassino a Torino è un dato inaspettato. Cosa possiamo desumere da questo risultato? Sappiamo bene che il m5s nasce come voto di protesta e ha sempre vinto dove la politica ha fallito. Roma dopo lo scandalo di mafia capitale vedeva dei cittadini stanchi e arrabbiati per come era sta governata la loro città. Quindi una percentuale di protesta nella vittoria di Virginia Raggi è senza dubbio presente, il desiderio dei cittadini di dare discontinuità alla loro amministrazione. C’è da dire che a Roma il Pd si è presentato con i cerotti alle elezioni, indebolito perché travolto dallo scandalo nella precedente amministrazione. Ricordiamoci che Giachetti ha rischiato di non andare al ballottaggio dato che si è conteso fino all’ultimo voto la sfida con la Raggi insieme a Giorgia Meloni candidata di Fratelli d’Italia. A Roma il Pd è stato a rischio già nel primo turno; come si dice in questi casi: chi dimentica è complice. Tuttavia gli esponenti del m5s ci tengono a dire che i voti raccolti non sono più voti di protesta ma voti consapevoli dati ad un partito ormai strutturato e consolidato. Altrimenti non si spiegherebbe la vittoria di Chiara Appendino a Torino dove tutto sommato Fassino (esponente del Pd) ha governato bene. Probabilmente nel capoluogo piemontese gli elettori hanno voluto punire Renzi votando un’alternativa credibile rappresentata dal m5s. I dati sostengono la teoria secondo cui il movimento di Grillo ha vinto sostanzialmente queste amministrative: i 5 Stelle hanno vinto 19 ballottaggi su 20 a conferma di un voto consapevole. Ora non resta che attendere la Raggi, la Appendino e tutti gli eletti pentastellati alla prova sul campo, dove dovranno dimostrare di fare meglio dei predecessori e di essere in grado di governare una città. Roma e Torino non sono certo test semplici.

 Il Pd cade a Roma e a Torino, ma Giuseppe Sala vince su Parisi a Milano e salva Renzi. Il segretario premier aveva detto che a Milano si sarebbe battuto un calcio di rigore. Ci permettiamo di dire che a Milano è stato giocato invece un match all’ultimo voto, tutt’altro che semplice. Parisi con il 48,30% dei voti ha incalzato Sala (51,70%) fino alla fine. I dati da raccogliere sono due: il primo è che il centrodestra ha giocato un’ottima partita nel capoluogo lombardo, puntando su un buon candidato e facendo delle alleanze solide. Cosa che invece il centrodestra non ha fatto a Roma dove il voto si è spaccato tra Meloni e Marchini al primo turno. Il secondo dato da osservare è che il Pd ha vinto a Milano ma ha vinto con un esponente non del partito; Beppe Sala, ex commissario unico di Expo2015, arriva dalla società civile. Essere del Pd è invece una colpa che ha pagato Fassino per fare un esempio.

Il Pd vince il ballottaggio a Bologna con Merola che prende il 54,64% delle preferenze e viene riconfermato a guida della città, tuttavia il neosindaco riconosce le difficoltà del centrosinistra e muove velate critiche al Pd. La sua diretta concorrente, Lucia Borgonzoni candidata della Lega Nord, ha raccolto il 45,36% dei voti, un risultato altissimo per il partito di Salvini considerando che è stato raggiunto nella rossa Bologna.

A Napoli stravince De Magistris che viene confermato sindaco con il 66,85%, Lettieri si è fermato al 33,15%. Merito senza dubbio del buon governo dei 5 anni appena conclusi alla guida di Napoli e della leadership che l’ex magistrato rappresenta. De Magistris vince da solo contro 5 Stelle, centrodestra e centrosinistra.

Come detto all’inizio tutto sommato i risultati sono frammentati e diversi da comune a comune. Ci sono comuni che sono passati dal centrosinistra al centrodestra e viceversa. Da segnalare Varese, culla della Lega Nord, che dopo 23 anni passa al Pd dopo la lunga guida del Carroccio. A sua volta il Pd cede alla Lega Cascina, in provincia di Pisa, una fortezza rossa della Toscana.

Infine non possiamo fare altro che constatare che il centrodestra è forte solo se unito, e oggi è alla ricerca di un leader. Il centrosinistra che doveva vincere queste amministrative con un plebiscito è invece in crisi e Renzi dovrà fare le sue riflessioni. Il m5s vince e diventa grande, si struttura, tuttavia rimane alla ricerca di una classe dirigente capace di governare poi le città dove ha vinto.

La Lega in tutto questo forse è rimasta in parte a guardare senza spendersi più di tanto in campagna elettorale, lo sappiamo bene che l’ambizione del partito è la guida del governo nazionale. Sicuramente la Lega vuole spaccare il Pd dividendo il centrodestra e potremmo dire che tutto sommato ci è riuscita. Se vogliamo, a Roma la scelta di non appoggiare il candidato di centrodestra è servita a spaccare gli equilibri permettendo ai 5 Stelle di vincere a discapito del Pd.

Gli ultimi due dati importantissimi da raccogliere sono l’astensionismo, che ormai non stupisce più in quanto dato strutturale del nostro Paese, siamo passati dal 70% circa dell’affluenza nelle precedenti elezioni per arrivare al 50% circa ieri ai ballottaggi, passando da un timido 60% al primo turno. Per fare un esempio a Milano quasi la metà dei cittadini non è andata a votare. L’altro dato da considerare è la voglia di cambiamento dei cittadini. Pochissime le conferme in queste comunali. Città a guida di centrodestra sono passate al centrosinistra e viceversa; dove la politica ha fallito vince il Movimento 5 Stelle.

Ora sarà solo il tempo a dare il verdetto finale, tutti i nuovi sindaci eletti dovranno fare il bene della propria città.

Stefano Bonetti

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