martedì 17 ottobre 2017
Nizza: l’ennesima strage di innocenti

Nizza: l’ennesima strage di innocenti

La Francia nuovamente sotto assedio dei terroristi. Nessuna esplosione. Un camion travolge la folla a Nizza e compie una strage durante la festa del 14 luglio

Gli europei di calcio avevano fatto dimenticare per diverse settimane la paura e la tensione che stavano attanagliando la Francia e tutta l’Europa a partire dagli attentati terroristici del 13 novembre 2015 che colpirono Parigi. Successivamente quanto accaduto a Bruxelles il 22 marzo 2016 innalzò notevolmente lo stato di angoscia e terrore. Tuttavia in tutta la Francia si sono svolti, sotto misure di sicurezza straordinarie, i campionati europei di calcio per nazionali edizione 2016. Alla fine della manifestazione allo Stade de France è stata premiata la squadra vincitrice del torneo: il Portogallo; nello stesso stadio dove a novembre si sono fatti esplodere due kamikaze causando una vittima. La Francia ha saputo reagire bene agli attentati e ha comunque ospitato gli europei cercando di trasmettere serenità e normalità ai francesi e a tutti i cittadini dell’unione. È stato infatti un avvio di estate tranquillo, dove i tifosi si sono assiepati davanti ai maxischermi e dentro gli stadi per seguire la loro nazionale allontanando così lo spettro del terrorismo.

Sono passati solo 5 giorni dalla finale degli europei di calcio e la Francia è ripiombata nella paura a causa di un attacco terroristico. Niente kalashnikov ed esplosivo questa volta. Intorno alle 22.30 di eri a Nizza durante i festeggiamenti del 14 luglio un camion guidato da un franco tunisino si è lanciato a 80 km orari sulla folla radunata sul lungomare per assistere allo spettacolo pirotecnico travolgendo tutto quello che incontrava, donne, uomini, bambini e compiendo dunque una strage: il bilancio provvisorio parla di 84 morti e centinaia di feriti, molti giovanissimi.

Il killer alla guida, immediatamente ucciso dalla polizia per mettere fine alla sua folle corsa, sarebbe secondo le fonti Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco tunisino di 31 anni. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti non ci sono altri complici diretti coinvolti nell’attentato. Non c’è stata nessuna rivendicazione ufficiale dell’Isis anche se i sostenitori del califfato islamico esultano in rete.

La Francia è stata colpita di nuovo ed è stata attaccata in un giorno di festa nazionale quando i francesi celebrano l’unità nazionale e la presa della Bastiglia del 1789. Non a caso centinaia di persone si trovavano sulla Promenade di Nizza. L’attentato è avvenuto anche in occasione della fine dello stato di emergenza che era iniziato con gli attentati di Parigi ed era stato prolungato per tutta la durata degli europei dopo i fatti di Bruxelles. Ovviamente dopo quanto accaduto ieri lo stato di emergenza è stato prolungato dal governo francese per altri 3 mesi.

Anche le polemiche non sono mancate perché ci si domanda come un camion di 11 metri abbia potuto circolare vicino ad una zona transennata e fare quello che ha fatto. Come è stato possibile poi per il terrorista procurarsi con facilità un veicolo del genere. Tra l’altro sul camion sono state trovate delle armi che si sono poi rivelate finte. Le forze dell’ordine impiegate in quelle ore di festa, l’allerta massima, la sicurezza che da mesi hanno contraddistinto la Francia non sono tuttavia bastati a evitare la strage. Probabilmente la tipologia dell’attentato ha colto alla sprovvista le forze di polizia che in questi mesi si sono attrezzati per sventare attacchi di kalashnikov e bombe. Un camion lanciato a folle velocità su delle persone inermi ha sorpreso tutti. Bisogna andare indietro nel tempo per ricordare attentati simili. Il 23 ottobre 1983 un camion giallo esplose davanti alla caserma Usa di Beirut uccidendo 241 americani. Il 12 novembre 2003 toccò a Nassiria, un camion scoppiò davanti la base MSU italiana dei Carabinieri e uccise 19 connazionali.

Adesso la situazione sembra sotto controllo ma restano comunque ore concitate e piene di tristezza. Ci si chiede perché tutto questo? Noi una risposta non l’abbiamo. Tuttavia non basta più trovare il movente nell’occupazione straniera in Medioriente; sembra ormai una faccenda fuori controllo, molto più grande di noi. Sicuramente è centrale il tema dell’integrazione. Non scordiamo che la Francia martoriata dal terrorismo ha per anni insegnato all’Europa come fare integrazione. Oggi gli immigrati di seconda e terza generazione stanno uccidendo connazionali in Europa; su questo bisogna ragionare.

Con le riflessioni ci fermiamo qua, adesso è il momento del cordoglio e dell’apprensione perché ancora molti italiani a Nizza risultano dispersi. Preghiamo dunque per la Francia e le sue vittime senza dimenticare però tutti i morti a causa del terrorismo. Purtroppo nuovi morti cancellano la memoria di altri morti. Non dimentichiamoci le 250 vittime uccise a Baghdad solo domenica scorsa dall’Isis, i nostri connazionali freddati a ‪Dacca dieci giorni fa. Non dimentichiamo i morti di ‪Istanbul, di Parigi, di Bruxelles. Ricordiamoci degli innocenti ammazzati dal terrorismo in Egitto, in Tunisia, in Turchia, in Nigeria, in Kenya, in tutta l’Africa e in tutto il Medioriente. Non dimentichiamoci i morti della strage di Orlando, anche loro vittime dell’odio. Purtroppo Nizza è solo l’ennesima strage di una lunga striscia di sangue. Le parole sono superflue, lo ripetiamo questo è il momento del cordoglio.

Stefano Bonetti

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